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Vederti comparire dietro quel vetro, con quell’aria cosi timidamente sfrontata, con quel sorriso che non nasconde nulla, ma svela una rara e semplice voglia di vivere.
Vederti camminare slanciata e sicura, eppure come bisognosa di due braccia disposte a stringerti e ad ascoltarti, che volteggino con te nel suono della vita.
Vederti semplicemente negli occhi e perdersi nelle mille favole che iniziano a raccontare, sperando un giorno di sentire una parola, di avvicinarsi un pò di più e vedere dove la corrente ci vorrà portare.


Giro, giro tondo…

Giri vorticosamente scorrendo mille immagini e mille colori di cui non ti resterà nulla, se non un confuso e fievole ricordo. Giri sempre più veloce, lasciandoti andare sempre di più, poichè tutto perde di senso e l’unica cosa che conta è continuare a girare.

…casca il mondo, casca la terra…

Giri sempre di più, sempre più velocemente, sempre intorno al punto di partenza. E tutto diventa sempre più confuso, sempre più veloce, sempre più sfuggente…i colori sempre più accesi, troppo accesi. Ed alla fine tutto crolla, tutto sparisce, e crolli anche te.

…tutti giù per terra.

Seduto per terra ci pensi un secondo, poi ti rialzi e ci ridi su. Ridi perchè era un gioco, perchè era finto, perchè la tua vita non è una trottola che gira e perchè tutto ora è fermo e disposto di nuovo a giocare con te.


Gira, gira e va…ma quando si ferma, che ci sarà?

Sentirsi una sola anima ed un solo corpo,
mentre le mani scivolano sul viso e sui fianchi,
e le labbra si inseguono e si abbracciano
seguendo i passi di una danza mai scritta.

Sentire il proprio cuore pulsare nel petto
e tra le braccia il ritmo appassionato
di un’altra creatura che per quella notte
ha deciso di essere con te una cosa sola.

Perdere i propri sensi uno ad uno,
l’udito in soavi e leggeri sussurri,
la vista nel mare di due occhi senza fine,
il gusto nel sapore caldo del miele ed il tatto
in un mondo sconfinato che ti si apre davanti.

Addormentarsi insieme violando i confini
del mondo che ognuno sente più suo
e scoprire al risveglio che tutto è più vivo,
e sentirsi per una volta finalmente felici.

Giorni che trascorrono senza nulla di nuovo che li renda speciali, a loro modo felici e sereni ma in fondo sempre irrimediabilmente vuoti. Non voglio più trascorrere anche un solo giorno in questo modo, non voglio mai più arrivare a contemplare un tramonto pensando che sia stata una giornata buttata nell’attesa di qualcosa che non è stato e non sarà mai. Vorrei che non fosse cosi ma i miei giorni non sono infiniti, e nessuno me li ridarà indietro…neanche tu. Se non potrò allora usarli per esserti accanto li impiegherò nel tentativo di migliorare me stesso, di superare tutti quei limiti che ora mi sembrano insormontabili. Li affronterò tutti, uno per uno, e li abbatterò; perchè sono duro e testardo, perchè sono ancora capace di sognare. Se la felicità non mi può ancora essere data non perderò più un singolo istante ad attenderla, ma ne andrò alla ricerca; poichè se non sei te colei che è destinata a regnare nel mio cuore, a condividere con me parte del viaggio della vita, non vuol dire che questa favola non possa essere realtà con nessuna…da qualche parte, in qualche posto, in qualche angolo di qualche cuore di questo folle mondo.

Idee confuse, prive di forma e bellezza, ma dannatamente vere; uno sfogo che dovevo a me stesso.


Ho vissuto nello sguardo d’un istante
la tenera illusione di ogni amante:
che vede solo nella donna amata
il senso di ogni cosa creata.

Ma ora il tempo passa per non tornare
mentre in ogni cosa continuo a cercare
uno sguardo, due occhi ed un sorriso
quel che avevi dentro e sul tuo viso;

nel suono della voce ciò che sento
mentre lontana ti porta il vento.


All’illusione che ha dimorato nel mio animo.



Notte fonda, senza luna e senza stelle, entro la cerchia di mura e mattoni il giardino era calmo,oscuro silente. Un fievole
rumore incrinò la densa quiete: una chiave girò nella serratura. Nel muro si aprì una porta e una figura indistinta sgusciò all’interno, spostandosi esitante da una parte all’altra, come spinta da venti contrari, ed avanzando nell’oscurità. Un breve sospiro e sparì nel buio, poi tutto fu silenzio…e piacere.



So che i tuoi sogni non sono i miei ma non posso cambiarli, posso solo sperare che si trasformino in ricordi stupendi che terremo sempre nei nostri cuori. Vorrei vedere il riflesso della luna sul tuo corpo, vorrei accarezzare i tuoi capelli ed ascoltare il dolce suono del tuo
respiro fin quando i tenui raggi dell’aurora non scandiranno l’ora del tuo risveglio…e coprirti allora di mille e mille baci e carezze, dimentico del male e del mondo, sereno grazie alla gioia che ogni singolo minuto con te riesce a darmi.

Scrivo parole, secondo alcuni belle, sfruttando una capacità che non mi è stata donata dal nulla ma che è frutto di tutto quello che nella mia vita c’è stato: dei molti momenti solitari passati a contemplare l’altrui felicità, delle lunghe notti passate a cavalcare mille pensieri che affollavano la mia mente ed il mio cuore, delle parole di splendide avventure vissute attraverso i racconti di altri e, perchè no, di tutte le avventure vissute da me, piccole o grandi che fossero.
Le scrivo perchè è l’unico modo che ho trovato per far vivere i sentimenti e le emozioni che albergano in me…in attesa che arrivi colei che sarà in grado di leggerle nei miei occhi, di sentirle nei miei baci e nelle carezze che sfioreranno il suo corpo; colei che sarà disposta a scoprire quello che c’è dietro l’armatura, spinta dal desiderio di conoscermi e di amare, forse, quello che troverà.